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Artesanos Don Bosco

Artesanos Don Bosco è un'associazione fondata nel 1985 da Padre Ugo de Censi con l'obiettivo di fornire formazione e lavoro ai giovani delle Ande peruviane, permettendo loro di realizzarsi senza dover abbandonare le proprie comunità. L'associazione è nata dal sogno di Padre Ugo di offrire lavoro ai giovani più poveri e, al contempo, di restaurare l'antica pala d'altare della chiesa di Chacas, gravemente danneggiata da incendi e terremoti.

Il padre, un sacerdote salesiano profondamente radicato nei metodi educativi di Don Bosco, era convinto che il lavoro artistico potesse aiutare a preparare i giovani a un futuro migliore. Attraverso i laboratori, attualmente oltre 400 artigiani si specializzano in falegnameria, scultura, tessitura e altre arti, combinando tradizione ed eccellenza.

Ogni opera accoglie in se l'impegno dell'associazione per lo sviluppo locale, l'istruzione e i valori dell' Operazione Mato Grosso. Molti volontari e insegnanti di diverse discipline hanno reso possibile questo sogno e continuano a sostenere e arricchire i laboratori con la loro competenza. (Famiglia di Artigiani Don Bosco e Associazione Mama Ashu)

Ogni design racchiude una storia,
ogni pezzo è un’eredità che trasforma il tuo spazio.



https://artesanosdonbosco.org/
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Uno dei primi design degli artigiani di Chacas per il mercato internazionale, questa robusta poltrona scolpita per la prima volta più di 30 anni fa continua a essere prodotta ancora oggi e mantiene intatto il suo successo, diventando un vero simbolo degli artigiani di Chacas.
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Dalle Ande al cuore del Vaticano

E’ stata una grandissima emozione incontrare Leone XIV sabato 31 gennaio, per noi che facciamo parte a vario titolo della “Familia de Artesanos Don Bosco” del Perú. In quell’occasione la Conferenza Episcopale Peruviana ha consegnato al Papa due opere che ora sono collocate stabilmente nei Giardini Vaticani. Sono state preparate dagli “artigiani di don Bosco”, una realtá che coinvolge circa 400 giovani, ispirata al carisma di padre Ugo de Censi, fondatore dell’Operazione Mato Grosso. Si tratta di artigiani formati nelle scuole laboratorio di varie parrocchie sulle Ande del Perú, che proprio nel giorno della festa di San Giovanni Bosco hanno potuto vedere dove puó arrivare la loro arte, la loro dedicazione e passione per il lavoro. Le due opere sono state commissionate dai vescovi della Conferenza episcopale peruviana in occasione della visita ad limina, come dono al pontefice. La prima opera é un mosaico, avrebbe dovuto rappresentare una Madonna del Perú. Consigliati dai vescovi, si sono scelte alcune devozioni tra le piú diffuse nella costa, sierra e selva cercando anche qualche relazione storica tra loro. Al centro vi é l’immagine dell’Immacolata Concezione, probabilmente la prima grande devozione giunta nelle Americhe e unico dogma rappresentato in forma figurativo-simbolica. Attorno, come un fiore fatto di medaglioni ovali, sullo stile delle grandi tele coloniali dell’arte cuzqueña, troviamo altre rappresentazioni mariane unite da un nastro bicolore, come la bandiera nazionale, che lega tutte le invocazioni mariane in una unica preghiera. In alto la Virgen de la puerta, messa a protezione sulle coste del nord dai primi missionari, mentre sul lato sinistro alcune Madonne della Candelaria particolarmente care alle popolazioni del sud e che probabilmente arrivano storicamente dalla vicina Bolivia. A destra invece le due grandi devozioni nazionali: la Virgen del Carmen e la Virgen de la Merced. In basso chiude il fiore la Virgen de la Evangelización, una Madonna del Rosario, la cui bellissima immagine e forse piú antica é tuttora visibile nella cattedrale di Lima. Sullo sfondo di questo panorama geografico e storico delle invocazioni mariane del Perú, fanno memoria varie decorazioni riprese dalle principali culture preincaiche, quasi un tappeto preparato nei secoli per accogliere l’annuncio della Salvezza. Il mosaico é stato realizzato da otto giovani del taller don Bosco di Chacas, con il maestro Lenin Alvarez (artista di Cajamarca), presente all’inaugurazione, che ha presentato al Santo Padre le opere e il loro significato. Per l’esecuzione sono stati necessari piú di 6 mesi, utilizzando per alcuni dettagli dei medaglioni con le Madonne, la tecnica del micromosaico. A questo proposito, un grazie speciale va dato a Gabriele Mattiacci ed Emanuela Rocchi, della stessa Fabbrica del Vaticano, che da alcuni anni hanno messo a disposizione delle nostre scuole la loro competenza. E’ infatti grazie ad una loro visita a Chacas e in altre missioni, alcuni anni fa, che nacque al padre Ugo l’idea di iniziare il laboratorio di mosaico e che ci ha permesso di arrivare davanti al Papa con le nostre opere. La seconda opera donata ai Giardini Vaticani é una statua di Santa Rosa di Lima (1586 – 1617), la prima canonizzata nata in America. Conosciuta per la sua priofonda tensione mistica e per il suo servizio ai poveri, Isabel Flores, Santa Rosa, é patrona delle Americhe e delle Filippine. Firma l’opera Edwin Morales, scultore e maestro del taller di Jangas (Huaraz). Anche il marmo utilizzato proviene dal Perú: é un travertino di Hauncayo. Per decidere l’iconografia della santa, si é proposto un concorso di disegno tra i nostri ragazzi dei laboratori. E’ stata l’occasione per ascoltare i vescovi su come immaginavano la santa Rosa e scoprire assieme a loro il significato di alcuni simboli e la sua impressionante storia di fede e di servizio. Per la sua gran devozione al Bambino Gesú si é scelto di raffigurarla mentre abbraccia il Bambino, che gli appare misticamente in varie occasioni e che gli porge simbolicamente un anello nunziale e un mazzo con tre rose: “Vuoi essere la mia sposa?”. Si narra che la santa fin da giovane etá consagró la sua esistenza a Gesú e per lui patí sofferenze, umiliazioni e sacrifici. La sua vita di preghiera é rappresentata dal grande rosario ai fianchi e dall’abito di terziaria francescana e poi di domenicana che indossa. Ai piedi, oltre le rose, una grande áncora ricorda il miracolo della santa che riuscí a proteggere la cittá di Lima dall’assalto dei pirati. Ma la stessa é il simbolo della sua grande fede e il riassunto simbolico di una vita ancorata a Dio. Nel convento di Lima dove visse santa Rosa c’é un pozzo, dove tutti i devoti lasciano le loro preghiere e affidano le preoccupazioni e i sogni. Anche nella statua dei Giardini Vaticani si é voluto riprendere questo gesto di devozione tanto diffuso in tutto il Perú e tanto significativo: lasciare al Signore i nostri problemi irrisolti e chiedere aiuto, affidarci ai santi, alla Vergine Maria, al Cristo... certi che solo il Signore puó cambiare le cose e che solo in lui bisogna sperare. Nella base della statua, sempre in travertino di Huancayo, si é collocato un cofanetto in legno intagliato con rose e una grande croce dorata. Al suo interno i vescovi hanno potuto mettere delle pergamene con le preghiere per le loro comunitá e le loro diocesi. Ci sono i nomi di tutte le Prelature, i Vicariati, le Diocesi de Perú e dei loro pastori, le preghiere, le preoccupazioni: tutto viene affidato al Signore, per mezzo di una statua, simbolo di una intera comunitá orante che raggiunge il Santo Padre con immensa gratitudine, e che con lui guarda al futuro con speranza.

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Maestri, artigiani del legno nobile e della pietra più dura, trasformata con la precisione dell’arte sacra e dell’intaglio più complesso. Creatori dei mosaici più minuziosi e del vetro temperato dai mille colori, di murali unici, di delicate fusioni e di ogni dettaglio realizzato a mano. Maestri della tessitura naturale, della marqueteria e dei complementi. Artigiani, in tutto e per tutto.
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